Aziende che postano responsabilmente
di Burson-Marsteller pubblicato il 15 febbraio 2011 • Il Blog
I risultati del Social Media Check Up condotto da Burson-Marsteller inducono ad alcune riflessioni.
Se volessimo sintetizzare, potremmo dire che le aziende hanno imparato a fare ‘reply’ e ‘retweet’ dai loro account.
Finalmente, direte voi. Di certo agli utenti più smaliziati di Twitter potrà sembrare poca cosa. Ma non lo è. In buona parte delle grandi realtà multinazionali oggetto dello studio (il riferimento è l’indice Fortune Global 100), vuoi per una questione di modelli organizzativi, vuoi per ragioni legali (la quotazione di borsa), il processo di approvazione dei contenuti della comunicazione non è così immediato.
D’altra parte non si può nemmeno pensare che queste aziende facciano meglio a starsene a casa rispetto a buttarsi nell’arena a rischio di collezionare figuracce. I risultati dello studio dimostrano che, a fronte di un periodo di fisiologico assestamento, anche le aziende sono in grado di imparare. Di adottare processi, policy e codici di condotta più funzionali che consentano al proprio personale di utilizzare i social media con sufficiente confidenza.
Sorge un’altra domanda: il buon numero di posizioni interne di social media expert che le aziende ricercano, sono motore o il risultato di questa maturazione? Difficile dire se sia nato prima l’uovo o la gallina. Certamente la presenza, all’interno dei dipartimenti di relazioni esterne o di marketing, di una figura, magari junior, con una responsabilità prevalente e codificata nella gestione della comunicazione su un Twitter, Facebook o YouTube è di grande aiuto. Anche per le agenzie esterne, che lungi dal vedere queste figure come una possibile riduzione dei loro assignment, dovrebbero tirare un sospiro di sollievo nel potersi confrontare quotidianamente con un interlocutore dedicato e dalla preparazione evidentemente più profonda rispetto a un non specialista.
Il risultato di questo processo di confronto non può che essere un uso più maturo e consapevole dei social media. Magari un passo per volta, come la nostra ricerca pare confermare: concentrarsi solo su alcune piattaforme, senza strafare, è sicuramente un segnale di un uso più strategico, meno tattico e modaiolo. Poche cose, ma fatte bene.
La sbronza da social media sembra essere passata. È il tempo di postare responsabilmente.
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